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martedì 8 ottobre 2013

Il fiume in secca

L'apparato urinario disegnato sui percorsi riflessi del piede è anche detto "la via dell'acqua". Un caso che voglio mostrarvi, presenta sul piede destro una vistosa ruga, profonda e ben delineata; sembrerebbe un fiume che svuotato della sua acqua, privato della sua parte vitale, mostra il suo letto secco e arido, scavato profondamente nella terra.
Da una prima indagine visiva, subito questo "segno" si è fatto notare, ma al cliente ho preferito non dire nulla. Lui non mi aveva minimamente parlato di questo, ma il piede e la memoria del corpo non possono nascondere nulla.
Ho domandato quindi, durante il trattamento se avesse avuto in passato qualche tipo di problema all'apparato urinario. Il cliente, alzando sbigottito la testa dal cuscino, mi chiese come facevo a saperlo... Allora aggiunsi che il problema si era presentato sul lato destro del corpo. Riabbassando la testa sul cuscino mi raccontò che in giovane età gli era stato asportato il rene destro a causa di un incidente che aveva compromesso il funzionamento dell'organo.
Ogni evento, ogni gesto, ogni respiro viene "inciso" e custodito nella memoria corporea; ogni cellula partecipa a questa conoscenza e la condivide con tutto l'organismo.
Non ce ne possiamo liberare e non possiamo fingere. Mentre la mente razionale si permette di prendersi gioco di noi, di mentire e di creare mille sotterfugi per sfuggire la realtà del momento presente, il corpo e la non-mente, non possono mentire.   

mercoledì 22 luglio 2009

Si torna con una buona notizia!

Dopo una lunga assenza, dovuta a impegni di varia entità, rieccoci a postare una notizia che si annuncia come un barlume di speranza per gli operatori della salute e del benessere, nonchè di tutti i loro clienti, che finalmente potranno scegliere di affiancare alla medicina allopatica, trattamenti non ancora "riconosciuti", ma di sicura efficacia. Di seguito l'articolo del corriere.it :

No degli oncologi alle cure alternative, ma apertura a quelle integrate

E dal prossimo autunno l'ospedale di Merano li fornirà. Ma non vanno sottovalutati i costi e le possibili interazioni con gli altri farmaci.

MILANO - Agopuntura, osteopatia, fitoterapia e omeopatia ai pazienti oncologici: cure che fanno discutere e che vedono gli oncologi schierarsi per fare utilizzare le terapie complementari con grande cautela, solo di fronte a prove sicure, quelle che i medici chiamano «evidenze cliniche». Attenzione, però: complementari, perché si integrano con i trattamenti ufficiali, e non alternativi. La questione, che anche in passato è stata al centro di numerose polemiche, torna ora d'attualità con l'arrivo dal prossimo autunno, all'ospedale Tappeiner di Merano (in provincia di Bolzano), di servizi ambulatoriali di medicine complementari per i malati di cancro. Nei giorni scorsi, i membri dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), riuniti per il convegno nazionale in Trentino Alto Adige hanno cercato di fare chiarezza. Francesco Boccardo, presidente nazionale Aiom, chiarisce la posizione dell'associazione: «Non abbiamo certezze, ma l'obbligo di porci domande. Queste sostanze possono avere effetti positivi per i malati, soprattutto per controllare alcuni effetti collaterali indotti dalle cure. Ma possono avere anche interazioni con l'assorbimento o il metabolismo dei farmaci antitumorali. Solo una corretta sperimentazione e lo studio delle possibili interferenze con i farmaci antitumorali possono consentire di inserirle nei protocolli terapeutici.

fonte Corriere.it

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